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Pubblicato l'11 agosto 2026

Come la ferrovia ha unito la Svizzera

Lo sviluppo della ferrovia ha influenzato la Svizzera in modo determinante. Ha uniformato orari, unito regioni anche di lingue diverse e favorito la circolazione delle persone: con mandato popolare, i trasporti pubblici sono stati sanciti nella Costituzione federale e sono diventati parte integrante dell’identità nazionale. Oggi i mezzi pubblici sono capillari, puntuali ed emblematici della precisione svizzera a livello mondiale.

Un moderno treno delle FFS attraversa un paesaggio svizzero.

Quando il tempo scorreva in modo diverso

Un treno partiva in orario, eppure arrivava comunque in ritardo. Non perché si era verificato un guasto, ma perché il termine «puntuale» aveva un significato diverso a seconda del luogo.

Basilea, intorno al 1870. Alla stazione ci sono due orologi appesi ai due estremi della facciata. Quello di sinistra indica l’ora di Berna, ovvero l’ora ferroviaria della Svizzera, e quello di destra l’ora di Parigi – per i treni diretti in Francia. Di quale fidarsi? Chi guardava l’orologio sbagliato,

Due orologi rotondi sono appesi ai due estremi della facciata della stazione FFS di Basilea.

Prima dell’avvento del trasporto su rotaia, ogni città aveva infatti il proprio ritmo: era mezzogiorno quando il sole era al suo apice. L’apparente logicità nascondeva un problema per le ferrovie: quando nel XIX secolo i primi treni a vapore cominciarono a percorrere la Svizzera, il personale ferroviario doveva tenere a mente orari diversi a seconda della tratta. Quella che oggi può sembrare bizzarra, era una pratica comune e portò alla creazione di una tabella oraria che non aveva nulla a che vedere con l’orario cadenzato introdotto nel 1982 e in vigore ancora oggi.

Nessun problema di jet lag

La soluzione è arrivata dall’estero. Intorno al 1847 il Regno Unito fu il primo Paese a introdurre il «Greenwich Mean Time» (GMT), ossia l’ora media di Greenwich, e fece in modo che gli orologi segnassero tutti la stessa ora. A partire dal 1853 la Svizzera adeguò i servizi postali, telegrafici e ferroviari all’«ora di Berna» e nel 1894 adottò l’ora dell’Europa centrale come standard nazionale. Il boom ferroviario fu quindi determinante affinché oggi gli abitanti di Zurigo e di Ginevra possano gustare contemporaneamente il loro cosiddetto «Zvieri», lo spuntino pomeridiano, e non debbano temere il «jet lag» durante lunghi viaggi in treno. Maggiori informazioni sulla nascita delle ferrovie in Svizzera sono disponibili in questa story.

Quattro lingue, un unico orario

In Svizzera i mezzi pubblici sono molto amati: in nessun altro luogo in Europa – e in quasi nessun altro posto al mondo – si percorrono più km pro capite su rotaia. Per un buon numero di persone sono il modo più comodo per andare al lavoro. Ma i trasporti pubblici sono ben più di un semplice mezzo per spostarsi il più rapidamente possibile da A a B.

Lo si nota soprattutto sull’Intercity da San Gallo a Ginevra: in poco meno di quattro ore il treno attraversa tutto il Paese, dalla Svizzera tedesca a quella francese, oltrepassando il confine linguistico. Nei vagoni si sente parlare svizzero tedesco, francese e, a volte, romancio. Fuori dal finestrino, le colline dell’Appenzello, l’Altopiano e le pendici meridionali del Giura lasciano il posto al Lago Lemano. Vale la pena ascoltare, perché la lingua assume sfumature diverse da un Cantone all’altro. In nessun altro luogo l’essenza della Svizzera è così concentrata e tangibile.

Un treno Intercity delle FFS attraversa un paesaggio svizzero in autunno. 

Lo stesso principio vale anche per le tratte panoramiche. Il Glacier Express, il Bernina Express e il GoldenPass non si limitano a collegare località, ma fanno del viaggio in sé un motivo sufficiente per prendere il treno. Il percorso è la meta, non come motto, ma in termini di tabella oraria. E questo non vale solo per i treni e gli autobus, ma anche per i battelli, anch’essi parte dei trasporti pubblici svizzeri. Chi al mattino si imbarca sul Lago di Zurigo o sul Lago di Costanza, utilizza i mezzi pubblici.

Par ailleurs, les transports publics ne se résument pas en Suisse aux trains et aux bus : les bateaux en font aussi partie. La traversée du lac de Zurich ou de Constance se fait en transports publics.

Un mandato popolare

Il fatto che i mezzi pubblici rivestano un’importanza particolare in Svizzera non è un caso, ma piuttosto il risultato di una decisione collettiva. Ai sensi dell’articolo 81a della Costituzione federale, la Confederazione e i Cantoni sono tenuti a provvedere a un’offerta sufficiente in materia di trasporti pubblici su strada, per ferrovia, vie d’acqua e filovia in tutte le regioni del Paese. I trasporti pubblici non sono un prodotto di mercato, bensì un mandato fondamentale di stampo democratico.

Questo aspetto si riflette anche nei dati: nel 2025 il 94,1 per cento di tutti i treni ha circolato in orario. Le direttive sono rigide: un treno è considerato in ritardo se arriva più di tre minuti dopo l’orario previsto. Stando ai dati, 94 treni su 100 riescono a essere puntuali, 365 giorni all’anno, anche in condizioni di neve e ghiaccio.

L’orologio che ha fatto il giro del mondo

In passato, sulla facciata delle stazioni erano appesi due orologi. Oggi, un orologio delle FFS è persino esposto al Museum of Modern Art di New York. Questo iconico oggetto, progettato nel 1944 dall’ingegnere delle FFS Hans Hilfiker, si contraddistingue per il suo quadrante bianco, le lancette nere per le ore e i minuti, e quella rossa, a forma di paletta, per i secondi. Semplice, chiaro, preciso. Dal 1986 l’orologio FFS è disponibile anche da polso. Nato come dispositivo funzionale, è ormai da tempo un classico del design, perché in Svizzera precisione e design parlano da sempre la stessa lingua.

Orologio delle FFS con quadrante bianco, lancette nere delle ore e dei minuti, e lancetta rossa dei secondi.

Stessa ora, un’altra Svizzera

Sulla facciata della stazione di Basilea i due orologi sono appesi ancora oggi, anche se dal 1894 segnano la stessa ora. Quello che adesso sembra scontato, per molto tempo non lo è stato. Sull’Intercity che ogni giorno passa per Basilea si può capire la portata della svolta: nonostante le sue quattro lingue, la Svizzera si muove oggi secondo un orario comune ed elevati standard di puntualità. I trasporti pubblici, oltre a rendere il Paese accessibile, l’hanno unito nel senso proprio del termine.