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Pubblicato il 10 giugno 2026

Come una tecnologia svizzera purifica l’atmosfera eliminando il CO₂ dall’aria

Direct Air Capture rende possibile l’impossibile: filtra il CO₂ presente nell’atmosfera e lo immagazzina in modo permanente sotto forma di roccia. Questa tecnologia, sviluppata in Svizzera e perfezionata nei paesaggi vulcanici dell’Islanda, spiana una nuova strada negli sforzi globali verso la neutralità climatica.

Un grande impianto industriale in Islanda, composto da moduli simili a container, tubi e ventilatori, circondato da un paesaggio vulcanico sotto un cielo nuvoloso.

Purificare l’aria con Direct Air Capture

Immaginate un gigantesco aspirapolvere per il cielo. È proprio su questo concetto che si basa Direct Air Capture (DAC), una tecnologia per la rimozione diretta dell’anidride carbonica (CO₂) dall’aria. A differenza dei sistemi convenzionali di cattura del CO₂ nei siti industriali, i sistemi DAC possono essere impiegati quasi ovunque e filtrano i gas serra già presenti nell’atmosfera.

Il processo è semplice dal punto di vista concettuale, ma molto sofisticato sotto il profilo tecnico. Grandi ventilatori aspirano l’aria in collettori modulari dotati di filtri speciali che si legano chimicamente al CO₂. Una volta saturi, i filtri vengono riscaldati con energie rinnovabili fino a raggiungere una temperatura di circa 100 °C, e rilasciano quindi l’anidride carbonica catturata sotto forma di gas concentrato che può essere stoccato in modo permanente o riutilizzato. Questo approccio ha fatto dei sistemi DAC una delle tecnologie per la rimozione del CO₂ più interessanti nel dibattito globale sul clima.

Climeworks e l’ascesa della tecnologia svizzera di rimozione del CO₂

Grazie a Climeworks, una società fondata nel 2009 da ingegneri del Politecnico federale di Zurigo, la Svizzera ha svolto un ruolo di primo piano nello sviluppo di questo settore. Negli ultimi dieci anni, l’azienda è riuscita a passare dalla ricerca in laboratorio all’implementazione sul piano industriale e ha sviluppato diverse generazioni di sistemi per la separazione diretta dell’aria. I suoi impianti in Islanda – in particolare Orca e Mammoth, quest’ultimo recentemente entrato in funzione – dimostrano come la ricerca svizzera stia contribuendo alla creazione di una nuova industria per le tecnologie climatiche.

Perché l’Islanda è diventata un centro di stoccaggio del carbonio?

Le ragioni per cui l’Islanda è diventata un luogo strategico per queste tecnologie sono due. In primo luogo, il Paese dispone di abbondante energia geotermica essenziale per alimentare con elettricità e calore a basse emissioni di CO₂ il processo di cattura, che genera un elevato consumo energetico. In secondo luogo, le sue formazioni sotterranee di roccia basaltica consentono di immagazzinare in modo permanente, mediante una rapida mineralizzazione, il CO₂ catturato. Dopo essere stato miscelato con acqua e iniettato nel terreno, il gas reagisce naturalmente con la roccia vulcanica e si trasforma in pietra in meno di due anni. Questo metodo di stoccaggio è stato sviluppato in collaborazione con il partner islandese Carbfix.

Le sfide della rimozione del CO₂ dall’aria

Tuttavia, questa tecnologia è ancora confrontata con notevoli sfide: la rimozione diretta dall’aria rimane costosa e richiede molta energia, mentre il suo impiego su larga scala è ancora agli inizi. Anche il contesto operativo può influenzare le prestazioni: in Islanda, le difficili condizioni meteorologiche hanno occasionalmente ostacolato il funzionamento di alcuni sistemi. Questi esempi illustrano le difficoltà di un impiego su vasta scala e in condizioni reali delle nuove tecnologie climatiche.

Climeworks amplia la sua gamma di soluzioni per la rimozione del CO₂

Climeworks ha anche diversificato la sua offerta estendendola oltre le sue infrastrutture per la cattura diretta dell’anidride carbonica nell’aria. Dal 2024 l’azienda sviluppa portafogli di soluzioni per la rimozione del CO₂ che combinano approcci tecnici e naturali. L’obiettivo è adattare le strategie alle esigenze eterogenee della clientela, in particolare in termini di durevolezza, budget, tempistiche e benefici ecologici aggiuntivi. Prima di essere integrata in tali portafogli, ogni soluzione viene valutata sulla base di criteri scientificamente definiti. Oggi Climeworks collabora con circa 200 aziende in tutto il mondo che desiderano ridurre le proprie emissioni residue mediante la rimozione del CO₂.

Due persone vestite con un cappotto tengono in mano ed esaminano un frammento di roccia scura.

Perché la rimozione del CO₂ è importante in vista degli obiettivi climatici?

Nonostante i limiti attuali, la comunità scientifica è sempre più concorde sul fatto che la sola riduzione delle emissioni non sarà sufficiente per raggiungere gli obiettivi climatici globali. A tale scopo, infatti, anche l’anidride carbonica già accumulata nell’atmosfera deve essere rimossa in grandi quantità. Ecco perché la cattura diretta del CO₂ dall’aria si sta profilando in maniera crescente non come l’unica soluzione, ma come parte integrante di una strategia climatica a tutto tondo.

Una tecnologia ancora in fase di sviluppo

Per Climeworks e l’intero settore della cattura diretta del CO₂, la fase attuale è quindi all’insegna dell’apprendimento e dello sviluppo industriale, nonché dell’espansione a livello mondiale. Si stanno già testando nuove generazioni di filtri, sistemi con consumi energetici ridotti e impianti più grandi. Quello che era iniziato come un progetto di ricerca svizzero contribuisce oggi allo sviluppo di un’industria globale della rimozione del CO₂, trasformando un concetto in precedenza considerato teorico in una soluzione misurabile e sempre più accessibile per la protezione del clima.