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Pubblicato il 28 agosto 2025

L’eredità internazionale di Johann Heinrich Pestalozzi, padre dell’educazione moderna

Pochi hanno avuto una tale influenza sull’educazione come lo svizzero Johann Heinrich Pestalozzi. La sua energia, la sua perseveranza e il suo coraggio, anche durante periodi di sconvolgimenti politici e di guerra, hanno rappresentato una base e una fonte di ispirazione per i successivi pedagogisti, tra cui Maria Montessori. Oggi le scuole di tutto il mondo mettono in pratica il suo pensiero.

Zaino in tela indossato da un bambino, decorato con un logo di due figure stilizzate nere e rosse che si tengono per mano e la scritta «Stiftung Kinderdorf Pestalozzi».

Pestalozzi ha fondato diversi istituti scolastici nella Svizzera tedesca e francese e ha illustrato il suo approccio innovativo all’educazione in numerosi scritti. Nel XXI secolo le sue idee, spesso racchiuse nell’espressione «apprendimento olistico», continuano a influenzare ampiamente i sistemi educativi di molti Paesi. In Svizzera, la Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini è il centro principale in cui trovano applicazione le sue teorie pedagogiche.

Primi anni ed esperienze determinanti

Johann Heinrich Pestalozzi nasce il 12 gennaio 1746 a Zurigo e durante la scuola secondaria studia storia, politica, greco ed ebraico. Nel corso della sua vita assiste a un periodo di intensa attività intellettuale e filosofica.

Quando gli capita di accompagnare il nonno materno nelle visite alle scuole e alle case di famiglie contadine, resta colpito dal ritardo nello sviluppo cognitivo e dalla sofferenza dei bambini: un’esperienza che avrà un forte impatto sulle sue future idee nel campo dell’educazione.

Il suo desiderio è che tutti i bambini e le bambine possano ricevere un’istruzione adeguata, a prescindere dal loro ceto sociale e dal loro genere.
Ritratto di Johann Heinrich Pestalozzi a mezzo busto in tre quarti, con soprabito grigio e fazzoletto bianco, su sfondo uniforme.

Nonostante sia avviato alla carriera ecclesiastica, Pestalozzi è influenzato dagli scritti del filosofo Jean-Jacques Rousseau sulla giustizia sociale e sull’educazione, in particolare dall’opera Emilio o dell’educazione. Pestalozzi fa proprie le teorie di Rousseau e le sviluppa ulteriormente, dando forma alle sue personali idee in campo sociale ed educativo. A soli 19 anni entra a far parte della Società Elvetica, fondata nel 1765 dal suo ex insegnante Johann Jakob Bodmer, e contribuisce attivamente al relativo giornale.

Le sue aspirazioni in ambito giuridico e politico vengono troncate quando rivela casi di corruzione, che gli procurano molti nemici. Fortunatamente, per come poi andranno le cose, il fallimento del tentativo di lanciarsi come imprenditore agricolo, e anche di avviare una scuola industriale, lo porta a riprendere l’attività di scrittura. Nel 1794 Pestalozzi fa visita alla sorella a Lipsia, dove incontra esponenti del mondo letterario del calibro di Goethe, Wieland e Herder, e durante il viaggio di ritorno fa la conoscenza di Johann Gottlieb Fichte. Questo incontro ispirerà i suoi scritti sulla natura e lo sviluppo umano.

La svolta è rappresentata dall’abolizione della servitù in Svizzera nel 1798. Pestalozzi decide di diventare educatore, scrive il progetto di una scuola e lo fa approvare dal nuovo ministro delle arti e delle scienze. Le difficoltà lungo il percorso non mancano, ma alla fine riesce a realizzare l’ambizione di avere un forte impatto sull’educazione: i principi cardine del suo pensiero sono l’applicazione della psicologia all’insegnamento, le pari opportunità per tutti i bambini e le bambine e la giustizia sociale. Oggi, la sua attenzione nei confronti dell’educazione attraverso la triade «testa, cuore e mano» viene perpetuata dalla fondazione svizzera che porta il suo nome.

Ragazza laotiana in abito tradizionale ricamato e pompon colorati, seduta a un banco con quaderni, circondata da altri bambini in classe.

«Costruiamo un mondo per i bambini»

Questo è il motto della Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini. Nata nel 1946 come gesto umanitario per alleviare le sofferenze degli orfani di guerra in Europa, è diventata un’organizzazione senza scopo di lucro unica nel suo genere, che si occupa di aiutare bambini e giovani in Svizzera e in altri Paesi del mondo. Il suo lavoro si concentra su tre aree principali: l’istruzione, la cooperazione allo sviluppo e i diritti dell’infanzia.

La Fondazione nacque da un’idea di Walter Robert Corti, che lanciò un appello per creare un villaggio in cui bambini e bambine potessero vivere in uno spirito di amicizia globale. Per Corti questo progetto era parte del processo di ricostruzione europeo e aprì la strada a un cambiamento di paradigma nei metodi educativi.

Nel 2021 la Fondazione ha celebrato il suo 75° anniversario. Per questa occasione, ha allestito una mostra interattiva nella sua sede di Trogen, vicino a San Gallo.

Al Villaggio, bambini e giovani con background differenti possono incontrarsi e condividere esperienze. Nell’ambito di soggiorni organizzati e settimane a tema, hanno l’opportunità di entrare in contatto con un ampio ventaglio di argomenti, tra cui anche la robotica e l’alfabetizzazione mediatica, di scoprire il significato della diversità e della differenza nella vita di tutti i giorni, di acquisire competenze nella risoluzione di conflitti e di familiarizzarsi con i temi della democrazia e della politica. In queste occasioni non mancano naturalmente spazi per il gioco, la cultura e lo sport.

Casa in legno su più livelli ricoperta di neve, con finestre a sbarre, scala sulla terrazza, alberi innevati e cielo azzurro

Non solo parole, ma anche fatti

In qualità di membro fondatore della Rete svizzera diritti del bambino, sin dagli anni 1990 la Fondazione si batte per l’attuazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Rapporti regolari, campagne e contatti con politici e professionisti dei media assicurano che alle dichiarazioni del Governo corrispondano fatti concreti.

Maggiori informazioni

Il rapporto annuale 2024 è una ricca fonte di informazioni sulle attività della Fondazione.

Nella Bahnhofstrasse di Zurigo è stata eretta una statua in memoria di Pestalozzi. A Yverdon sono presenti un monumento e un centro di documentazione e ricerca dedicati al pedagogista svizzero.

Il film del 1989 Pestalozzis Berg, (disponibile solo in tedesco su YouTube), è un biopic sulla sua vita e la sua carriera.

Due ragazzi con cuffie e microfono seduti davanti a uno schermo e uno striscione «Stiftung Kinderdorf Pestalozzi», concentrati su una trasmissione radio in studio.

Cifre chiave

Alcune cifre sulla Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini:

Nel 2024

  • 230 389 bambini e giovani hanno potuto raccogliere i frutti di diversi progetti in 13 Paesi.
  • 13 078 insegnati sono stati formati su metodi didattici incentrati sui bambini.
  • 2461 bambini e adolescenti hanno partecipato a progetti radiofonici.
  • 1118 hanno preso parte a progetti di scambio interculturale nel villaggio per bambini di Trogen e nelle scuole svizzere.