Radio e TV
L’apparecchio più utilizzato per l’intrattenimento e l’informazione è il televisore. Le emittenti straniere attirano un’ampia fetta di spettatrici e spettatori, anche se il servizio pubblico televisivo svizzero detiene una quota di mercato superiore a un terzo. Il mercato radiotelevisivo è stato liberalizzato e oltre il 90 per cento delle economie domestiche può usufruire della TV digitale. Gli apparecchi radio e i trasmettitori a onde ultracorte sono stati in gran parte sostituiti dalla radio digitale DAB+.

In tutte le case svizzere, o quasi, c’è un televisore. Benché resti il mezzo più utilizzato per l’intrattenimento e l’informazione, è dagli anni Novanta che nelle tre grandi aree linguistiche del Paese non si registra praticamente alcun aumento del consumo. Due terzi della popolazione accendono la TV ogni giorno, per una media di almeno due ore.
L’infrastruttura di trasmissione televisiva è gestita da circa 300 operatori di rete nazionali e locali. Nel 2024 la quota di mercato della SRG SSR, l’emittente di servizio pubblico radiotelevisivo con canali in lingua tedesca, francese e italiana, raggiungeva circa il 34 per cento. Le emittenti dei Paesi vicini, che trasmettono nelle stesse lingue, attirano un’ampia fetta di pubblico. La televisione tradizionale conta ancora un numero di spettatrici e spettatori notevolmente maggiore rispetto a quello di YouTube e quasi doppio rispetto al numero di utenti del servizio di streaming Netflix.
Radio: evoluzione e abitudini di consumo
Il mercato televisivo e radiofonico, originariamente a forte impronta statale, è stato progressivamente liberalizzato e privatizzato sin dagli anni Ottanta. Tuttavia, la quota di mercato dell’emittente di servizio pubblico radiofonico si attesta ancora al 52 per cento circa. Quasi tutta la popolazione di età superiore ai 15 anni ascolta la radio – più della metà quotidianamente in diretta – nonostante le offerte di streaming e podcast. La durata del consumo aumenta con l’età e la musica è in testa agli ascolti.
A metà degli anni Venti del secolo scorso sono nate le prime cooperative radiofoniche e nei primi anni Trenta sono iniziate le trasmissioni in onde medie in tedesco, francese, italiano e romancio. Negli anni Settanta è stata introdotta a livello nazionale una banda VHF (Very High Frequency, o onde ultracorte), che ha sostituito l’obsoleta rete a onde medie. La radio digitale DAB esiste dal 1999; dal 2015 il DAB+ sta soppiantando progressivamente la banda VHF.