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Pubblicato il 8 aprile 2016

La leggenda del San Gottardo

Ripido, tortuoso e a tratti scosceso, questo rilievo un po’ capriccioso della Svizzera ci spinge a compiere grandi imprese. E non c’è bisogno di attraversare le Alpi con gli elefanti come fece Annibale … almeno stando a ciò che si racconta. La costruzione del San Gottardo sembra proprio una leggenda diventata realtà.

Treno rosso e bianco in marcia su una linea ferroviaria innevata in un paesaggio montano invernale, con foreste e strade visibili più in basso.

Un po’ di storia

L’attraversamento del San Gottardo ha origini molto lontane nel tempo. Il sentiero del XIII secolo si percorreva inizialmente con i muli, poi (piccola rivoluzione) con la diligenza pubblica, che corrispondeva agli odierni DHL o Fedex ed era ugualmente efficace, anche se un po’ meno rapida. Lettere e pacchi attraversavano le montagne a bordo di una vettura ippomobile, cioè trainata da cavalli.

Strada di montagna tortuosa con molti tornanti che attraversa un paesaggio roccioso e verde, circondata da pendii ripidi e montagne sullo sfondo.

Riflettori sul 1882!

Prima grande evoluzione: il treno fa la sua comparsa e cambia radicalmente i percorsi lungo questo asse che collega il Nord al Sud del Paese. La prima galleria del San Gottardo, un magnifico tunnel nuovo di zecca a doppia corsia lungo 15 chilometri, viene inaugurata il 22 maggio 1882. Collegherà Göschenen, a nord, ad Airolo, cittadina che si trova a sud, nel Cantone del Ticino.

Gruppo di operai davanti all’ingresso di una galleria, con abiti da lavoro d’epoca, alcuni seduti su un carrello, altri in piedi accanto ai binari.

Nel 1883, durante il primo anno di piena attività della galleria, sono transitati attraverso quest’ultima almeno 250 000 passeggeri e 300 000 tonnellate di merci. Qualche anno più tardi, nel 1909, il testimone passerà alle Ferrovie federali svizzere (FFS), che assumeranno la gestione di questa mitica e ormai indispensabile linea ferroviaria.

Dal passato al presente

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Non solo: l’acqua è anche stata intelligentemente utilizzata e riciclata durante la costruzione della galleria. L’acqua che sgorga dalle rocce attraversate dalla ferrovia ha infatti una temperatura che oscilla tra i 20 e i 40 gradi, a seconda dello spessore delle rocce stesse, e, anche grazie a una portata notevole, diventa un’interessante risorsa geotermica per riscaldare le abitazioni in prossimità della galleria!

Serviranno 17 anni di duro lavoro e di opere colossali per realizzare questo capolavoro di ingegneria. La nuova galleria di base del San Gottardo, il tunnel ferroviario più lungo del mondo, incarna la precisione, l’innovazione e l’affidabilità svizzere.  Scorre per 57 chilometri a una profondità di 2300 metri sotto la roccia e permette di collegare in soli 20 minuti Erstfeld, a nord delle Alpi, a Bodio, il portale sud. Riducendo i tempi di percorrenza la Svizzera contribuisce, con quest’opera, ad avvicinare le città, le regioni e i Paesi del Nord e del Sud dell’Europa.

Operai in abiti arancioni posano binari in una galleria ferroviaria in costruzione, con attrezzi, macchinari e materiali disposti lungo le rotaie.

Tuttavia, l’epopea non era ancora terminata. Nel 2020 è entrata in funzion la galleria di base del Monte Ceneri, che collega le città di Bellinzona e Lugano con una linea di pianura. La ferrovia, situata nel prolungamento della galleria di base del San Gottardo, consente di viaggiare tra le due capitali economiche, cioè Zurigo e Milano, in appena tre ore. Il passaggio attraverso le gallerie permette di risparmiare quasi un’ora di viaggio rispetto al percorso convenzionale che non le attravers.

Vantaggi?

Grazie alla ridotta pendenza, la galleria di base del San Gottardo completa le linee di montagna esistenti e, oltre a velocizzare i trasporti, favorisce l’utilizzo di treni merci pesanti.

La Nuova ferrovia transalpina (NFTA) e le sue gallerie di base del San Gottardo, del Monte Ceneri e del Lötschberg offrono un’alternativa interessante ed ecologica al trasporto su strada.

La Svizzera aggiungerà così un nuovo tassello all’itinerario del San Gottardo, già ricco di storia, portando a termine un immenso progetto che, nonostante all’inizio sembrasse un po’ folle, è diventato realtà.